Arrivano per ultimi, spesso non trovano spazio e in alcuni casi devono essere rimossi. Viene quindi spontaneo chiedersi: perché abbiamo i denti del giudizio se sembrano creare più problemi che benefici?
La risposta si trova nella storia della nostra evoluzione e nel modo in cui sono cambiate l’alimentazione e la struttura della mandibola.
I denti del giudizio sono i terzi molari e si trovano nella parte più interna della bocca. Nei nostri antenati erano utili per masticare alimenti più duri, fibrosi e poco lavorati, che richiedevano una maggiore forza e una superficie masticatoria più ampia.
Con il passare del tempo, la cottura e la preparazione degli alimenti hanno reso la dieta più morbida. Anche la struttura delle ossa mascellari è cambiata, mentre i denti del giudizio non sono ancora scomparsi completamente.
Oggi, quindi, può capitare che questi ultimi molari tentino di crescere in una bocca nella quale non hanno abbastanza spazio.
Il nome non dipende dalla loro funzione, ma dal momento in cui generalmente compaiono. I denti del giudizio tendono infatti a erompere tra la fine dell’adolescenza e l’inizio dell’età adulta, tradizionalmente considerata l’età in cui una persona raggiunge maggiore maturità e “giudizio”.
Non tutti, però, sviluppano quattro denti del giudizio. Alcune persone ne hanno soltanto uno o due, mentre altre non ne presentano nessuno.
Quando lo spazio disponibile non è sufficiente, il dente del giudizio può rimanere completamente all’interno dell’osso oppure comparire soltanto in parte. In questi casi si parla di dente incluso o parzialmente incluso.
Il dente può anche crescere inclinato, appoggiarsi al molare vicino o essere coperto in parte dalla gengiva. Questa posizione può rendere più difficile la pulizia e favorire l’accumulo di placca e residui alimentari.
No. La presenza di un dente del giudizio non significa automaticamente che sia necessario estrarlo.
Se il dente è cresciuto correttamente, ha spazio sufficiente, non provoca disturbi e può essere pulito con facilità, il dentista può decidere semplicemente di controllarlo nel tempo.
L’estrazione viene valutata quando compaiono dolore, infiammazioni ricorrenti, carie difficili da trattare, danni al dente vicino o altri problemi individuati durante la visita e gli esami radiografici.
È una convinzione molto diffusa pensare che i denti del giudizio, crescendo, spingano in avanti tutti gli altri denti fino a renderli storti.
In realtà, l’affollamento dentale può dipendere da diversi fattori e non può essere attribuito automaticamente ai denti del giudizio. Per questo la loro estrazione non dovrebbe essere decisa soltanto per il timore che possano spostare gli altri denti, ma dopo una valutazione clinica completa.
Dolore nella parte posteriore della bocca, gengiva gonfia, difficoltà ad aprire completamente la bocca, cattivo sapore e fastidio durante la masticazione possono indicare un’infiammazione nella zona del dente del giudizio.
In altri casi il problema può svilupparsi senza sintomi evidenti ed essere individuato durante un controllo o attraverso una radiografia.
Se vuoi approfondire i segnali da osservare, puoi leggere anche il nostro articolo dedicato ai sintomi dei denti del giudizio.
In una bocca con spazio sufficiente, i denti del giudizio possono partecipare normalmente alla masticazione. Tuttavia, oggi non sono indispensabili e la loro assenza non compromette la capacità di mangiare.
La domanda corretta, quindi, non è se debbano essere rimossi sempre, ma se possano rimanere in bocca senza causare problemi.
Nelle cliniche Bclinic è possibile controllare la posizione dei denti del giudizio e valutare se sia sufficiente monitorarli oppure se sia indicato intervenire. Prenota online la tua prima visita nella sede più vicina.